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Catia's experience

«No soy de aquí, ni soy de allá», canta Facundo Cabral. È così che mi sono sentita a Puerto de la Cruz, a Tenerife. Mi sono sentita appartenere a quel posto, alle persone di lì, all’esperienza che vivevo con gli altri partecipanti del progetto. Eppure, allo stesso tempo, di non appartenervi e di non appartenere a nessun luogo, se non a quello capace di tirare fuori il meglio di me: la gioia, la leggerezza, la bellezza.

Così è stato: una parentesi felice di formazione, scambi culturali, avventure e scoperta della cultura locale. È stata la prima volta che ho visto l’oceano, un vulcano e un paese spagnolo, e ho avuto la possibilità di rispolverare il mio spagnolo arrugginito. Puerto de la Cruz è stata questo e tanto altro. Una settimana ricca, piena e formativa, ma anche accompagnata da una gran tristezza l’ultimo giorno, consapevole di dover rientrare.

Ho potuto fare networking con gli altri partecipanti al corso, apprendere e approfondire le mie conoscenze sui progetti europei, che mi affascinano molto. Ho potuto esplorare la città, assaporare la buonissima paella e il pesce tipico locale. Infatti, si mangia benissimo! Ho potuto praticare il mio inglese e il mio spagnolo, e persino cantare al karaoke la sera in spagnolo per la prima volta!

La sabbia nera e le onde alte… Porterò dentro di me questa esperienza, l’umiltà, l’apertura e la gentilezza degli abitanti e il suono di un violino la cui musica cadeva a strapiombo sul mare. Credo di aver visto solo una minima parte di ciò che realmente è Tenerife, ma questo mi motiverà a tornare in futuro, che sia per un altro progetto o per una vacanza, per scoprire tutto ciò che ancora non ho visto di questo magico luogo.

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