“Partecipare a un corso di formazione nell’ambito di un’esperienza di mobilità europea è stata, a mio parere, un’esperienza davvero preziosa e arricchente, per almeno due motivi. Innanzitutto, la possibilità di immergersi completamente in un argomento specifico permette di approfondirlo in modo concreto e significativo. Nel mio caso, il tema affrontato è stato quello della valutazione formativa. Non ci siamo limitati ad ascoltare spiegazioni teoriche, ma abbiamo avuto l’opportunità di sperimentare direttamente strategie, attività e strumenti che possono essere applicati nella pratica quotidiana in classe. Il secondo aspetto, che considero altrettanto importante, è stato il confronto continuo con colleghi provenienti da diversi Paesi europei. Condividere idee, opinioni, esperienze e strategie didattiche ci ha permesso non solo di conoscere approcci educativi differenti, ma anche di confrontare i diversi sistemi scolastici e riflettere sulle nostre modalità di insegnamento. Nel nostro gruppo, inoltre, erano presenti docenti che lavorano in diversi ambiti educativi: dalla scuola primaria alla scuola secondaria, fino all’educazione degli adulti. Questa varietà ha reso il confronto ancora più interessante e stimolante.”
“Fin dal primo giorno si è creato un clima molto positivo. Il gruppo aveva una grande energia, tanta voglia di comunicare, condividere e, naturalmente, anche di divertirsi insieme. Siamo riusciti a superare eventuali barriere linguistiche e qualche iniziale insicurezza, perché tutti condividevamo lo stesso obiettivo: imparare gli uni dagli altri e mettere in comune le nostre esperienze.”
“Durante la settimana di mobilità ci siamo concentrati in particolare sul tema della valutazione formativa. Il corso mi ha permesso di comprenderne meglio il valore e soprattutto i benefici concreti per gli studenti. La parte che ho trovato più interessante è stata la possibilità di sperimentare direttamente le diverse strategie proposte. Abbiamo svolto attività individuali di riflessione, lavori a coppie e di gruppo, esercitazioni pratiche e momenti di confronto. In questo modo non abbiamo semplicemente studiato la valutazione formativa dal punto di vista teorico, ma l’abbiamo vissuta in prima persona, mettendoci anche nei panni degli studenti. Un altro elemento particolarmente utile è stato conoscere e sperimentare strumenti e strategie didattiche che potrò utilizzare nel mio futuro lavoro in classe. Abbiamo lavorato anche con alcuni strumenti digitali, che possono favorire una maggiore partecipazione e un maggiore coinvolgimento degli studenti nel processo di apprendimento, anche attraverso approcci come il game-based learning.”
“Se dovessi scegliere l’aspetto che mi ha arricchito maggiormente, direi senza dubbio il confronto con gli altri partecipanti. Le discussioni, gli scambi di idee e le esperienze raccontate dai colleghi provenienti da tutta Europa hanno creato un ambiente estremamente positivo e stimolante. Ognuno ha portato il proprio punto di vista, le proprie strategie e il proprio modo di vivere la scuola. Questo confronto ci ha permesso anche di mettere in discussione le nostre abitudini e le nostre convinzioni, aprendoci alla possibilità di sperimentare approcci diversi.
È stato interessante scoprire che, pur lavorando in sistemi scolastici differenti e con studenti di età diverse, molti dei problemi, delle sfide e delle domande che ci poniamo come insegnanti sono in realtà molto simili.”
“In conclusione, considero questa mobilità Erasmus un’esperienza formativa, professionale e soprattutto umana. Ho acquisito nuove conoscenze e strumenti che potrò utilizzare nella mia attività didattica, ma allo stesso tempo ho avuto la possibilità di confrontarmi con persone, culture e sistemi educativi diversi dal mio. Consiglio davvero a tutti di vivere un’esperienza di questo tipo. Conoscere persone provenienti da contesti diversi apre la mente, aiuta a guardare la propria realtà da una prospettiva nuova e ha ricadute importanti sia sulla crescita professionale sia su quella personale. Bisogna essere pronti a mettersi in gioco, uscire dalla propria zona di comfort, condividere e anche lasciarsi sorprendere.Perché è proprio nel confronto, nell’apertura e nella disponibilità a imparare dagli altri che ci si arricchisce davvero.
Un’esperienza che rifarei sicuramente!”
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